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Cheerleading. Il sogno azzurro tutto gelese.

Cheerleading a Gela. Gymnastics Club

Il Cheerleading a Gela

Negli ultimi anni, stiamo assistendo in città alla nascita di discipline prima sconosciute o viste solo nei film. Il cheerleading è tra queste. E’ tra gli sport più acrobatici e spettacolari.

Considerato una costola della ginnastica, da anni è riuscito ad imporsi anche a Gela. Pioniera in questa disciplina è Simona Scerra, istruttrice presso l’ASD Gymnastics club del Prof. Valter Miccichè. Con dedizione ha lavorato su questo settore, facendo crescere il movimento fino allo straordinario risultato di portare 3 atlete in Nazionale, Mara Gueli, Claudia Cascino e Chiara Costanzo.

Siamo andati al quartier generale della Gymnastics club a seguire gli allenamenti di queste eccezionali atlete, e tra una pausa e l’altra abbiamo posto loro delle domande.

Come doveroso abbiamo iniziato con l’istruttrice Simona Scerra.

Com’è stato il passaggio da atleta ad istruttrice?

  • “Nella mia vita ho praticato numerosi sport in quanto ho avuto la fortuna di avere genitori che hanno colto Simona Scerra. Cheerleading Gelal’importanza formativa che qualsiasi pratica sportiva può avere nella crescita di un bambino. A 11 intrapresi i miei corsi di ginnastica artistica e lì trovai la mia dimensione. Come atleta inizi vivendo tutto come un gioco. Si arriva poi ad un punto in cui ti accorgi che, in realtà, quello che reputavi un passatempo, diventa poi ciò che più ti dà soddisfazione. Ogni piccolo elemento ginnico raggiunto dopo varie cadute, ti porta a pensare che il segreto sta nel perseverare, e nel comprendere dopo un po di anni che sono proprio le sconfitte che aiutano a crescere e a rafforzare il carattere, oltre che la volontà di ciascun atleta. Questo è quello che lo Sport mi ha insegnato sia sulle pedane di gara, sia nella vita di tutti giorni. Quando avviene il passaggio da Atleta a Istruttore, tutto quello che si è imparato negli anni bisogna essere in grado di trasmetterlo da un’ altra prospettiva.  Stavolta non si è più soli con i propri obiettivi da raggiungere, ma si diventa responsabili di un gruppo di bambini e ragazzi che credono ciecamente nei miei insegnamenti, e che nell’ imitarmi cominciano quasi ad assomigliarmi. Questa è forse la cosa che più mi piace dell’essere Istruttrice, lasciare qualcosa di mio nella formazione. Non soltanto atletica. La responsabilità è enorme poichè bisogna cercare di guidarli sempre al meglio, tenendo conto del fatto che ognuno di loro ha una propria personalità e con ognuno di loro deve cambiare il mio approccio. Ma la ricompensa è altrettanto grande quando ad ogni loro conquista il loro primo sguardo e sorriso di gioia è rivolto a me.”

Quali emozioni provi a vedere le tue atlete vincere e raggiungere traguardi importanti come il sogno della nazionale italiana?

  • “Posso vantare di essere stata la prima persona a portare il Cheerleading nella nostra regione nel, non tanto lontano,  2011. Dopo diversi master con Tecnici Americani nell’ Accademia Acrobatica di Cesenatico. Al tempo era uno sport sconosciuto anche in ambito Nazionale. Insieme ad un altro gruppo di giovani sparsi per l’ Italia, e grazie alla disponibilità del Prof. Valter Miccichè, che ha voluto darmi fiducia dandomi uno spazio nella sua Associazione, ho iniziato a riunire attorno a me gruppi di ginnasti che inizialmente non avevano ben compreso la natura di questa disciplina; ma che poi cominciarono ad entusiasmarsi e a raddoppiarsi nel tempo. Dopo qualche anno sono iniziate le prime gare a livello Nazionale e Internazionale. Il Cheerleading si prepara a diventare sport olimpico e quando la Federazione volle costituire la prima Squadra Nazionale Italiana, io compresi che era arrivato il momento di mettermi in gioco in qualità di Istruttore, e permettendo alle ragazze più preparate della mia squadra di partire alla volta delle selezioni Nazionali a Roma, e affrontare questa nuova sfida. Il primo anno di selezioni per la squadra Nazionale riuscii a vedere trionfare la mia MARA GUELI. Lei è stata la prima tra le mie atlete ad indossare la maglia azzurra trionfando nelle gare Europee di Barcellona. Quest’ anno ben 2 delle mie atlete hanno superato le selezioni: Claudia Cascino e Chiara Costanzo. Ho seguito tutte durante i loro allenamenti e durante le diverse prove alle selezioni. Le ho motivate e ho sperato con loro. Alla conferma che entrarono a far parte del team Italia, mi commossi, perchè le avevo cresciute ed allenate dicendo loro che alla fine il duro impegno e il duro lavoro pagano sempre. Il risultato mi ha dato ragione, donandoci tanta gioia e tornando in palestra con ancora più grinta e voglia di fare.”

 

Abbiamo proseguito con le tre atlete della Nazionale Italiana;

Come hai iniziato a fare ginnastica e Cheerleading? Il tuo primo ricordo in squadra.

 

Risposta di Mara Gueli:Mara Gueli. Atleta della Nazionale italiana Cheerleading

  • “Ricordo che inizialmente mi avvicinai in palestra per provare ad allenarmi in ginnastica artistica. Accadde però che la sezione di Cheerleading aprì i corsi alle new entry. Io volli provare soprattutto perchè quello era lo sport intrapreso da mia sorella parallelamente alla ginnastica. In effetti, il ricordo più bello dei miei primi anni al Cheer è legato a quei momenti di condivisione durante gli allenamenti con mia sorella.”

 

 

 

 

Risposta di Claudia Cascino:

  • “All’inizio praticavo ginnastica artistica; Uno sport che mi è sempre piaciuto. Successivamente si venne a formare in Associazione una nuova squadra di Cheerleading e, incuriosita, volli provare a farne parte. Claudia Cascino. Atleta CheerleadingAd oggi, questo sport mi rappresenta. È uno sport dove oltre alla forza e alla passione, seguono la fiducia di un gruppo che diventa come una seconda famiglia. Uno dei primi ricordi che più porto nel cuore riguarda la nostra prima partecipazione ad una gara Internazionale di Cheerleading tenutasi a Torino. Ricordo che oltre all’ emozione di dover affrontare per la prima volta un viaggio in aereo con la mia squadra, seguì l’ansia e la gioia nel vedere quanto grande fosse una pedana di Cheerleading a quei livelli. E’ stato bello confrontarsi con altre squadre, come la Russia, che per quanto lontane, parlavano la nostra stessa lingua: quella dello sport, quella del Cheerleading.”

 

Chiara Costanzo. Atleta CheerleadingRisposta di Chiara Costanzo:

  • “Quando entrai a far parte della sezione cheerleading ero una delle più piccole del gruppo, e osservavo meravigliata i ragazzi più grandi che riuscivano a compiere progressioni complicate, creando delle piramidi umane i cui effetti mi emozionavano. Sono stati proprio loro il mio primo esempio. Sognavo anche io di volare in alto come loro, con un sorriso inciso sul viso. Nel Cheerleading ognuno ha il suo ruolo, ed io ho sempre voluto fare la Flyer, che nel team è l’atleta “che vola”, nonostante all’inizio nutrissi qualche timore nel farmi lanciare in aria. Ma poi ci si accorge che da lassù sembra quasi di poter toccare il cielo, e quell’ emozione che inizialmente ti stringeva in nodo in gola, poi diventa adrenalina. Con il tempo capii che per raggiungere grandi risultati bisognava allenarsi duramente, rialzarsi ad ogni caduta e continuare a provare.”

 

Quali emozioni hai provato quando sei stata scelta per far parte della nazionale italiana?

Risposta di Mara Gueli:

  • “Sapere di essere entrata in nazionale è stata una notizia inaspettata e forse proprio per questo bellissima. Sapere di essere scelta tra molte altre atlete mi ha resa felice, soprattutto perchè si trattava delle primissime selezioni in tutta la penisola ed eravamo in tanti ad ambire a quei pochi posti tra le fila della squadra Italiana. Aldilà dei numerosi raduni con la squadra azzurra nelle diverse città italiane che facevamo per prepararci all’ Europeo, con le atlete provenienti dai diversi club regionali, credo che il momento in cui ho veramente compreso quanto fosse importante quello che stavo facendo, è stato quando a Barcellona abbiamo portato l’Italia sul gradino più alto del podio. Un’ emozione unica che spero potrà ripetersi presto.”

 

Risposta di Claudia Cascino:

  • “Appena lessi tramite e-mail che ero entrata a far parte della squadra nazionale, non riuscivo a crederci, poichè, alle selezioni a Roma, erano presenti talmente tante atlete provenienti da ogni parte d’ Italia davvero bravissime. Quando affronti “avversarie” a quei livelli, non si tratta più di competizione ma di ammirazione agonistica; così a quel punto non rimane che dare il massimo e sperare di aver soddisfatto i Coaches selezionatori.”

 

Risposta di Chiara Costanzo:

  • “Penso che l’emozione che ho provato quando sono stata convocata in nazionale sia stata la più grande e soddisfacente di tutta la mia carriera sportiva. Un’emozione indescrivibile, frutto del duro lavoro svolto in questi anni d’allenamento. Il primo ringraziamento va ai miei genitori che mi hanno permesso di fare questa esperienza; Ma soprattutto alla mia coach che mi ha preparato tecnicamente in questi anni e mi ha sempre sostenuto per ogni competizione e selezione.”

esercizio di cheerleading gymnastics club

 

In bocca al lupo Coach Scerra , ed a voi ragazze. Continuate a “volare” per tutti noi!

 

Visita i nostri articoli che parlano degli altri atleti gelesi in Nazionale. Clara Tasca e Samuele Licata

Spinello Salvatore

Autore: Spinello Salvatore

Formazione scientifica. Appassionato di antropologia, storia (quella vera), miti, leggende e simbolismo. Da 10 anni bazzico nel mondo tech, come web designer e social media strategist.
Da sempre sportivo ( Va be, un po lo pratico ancora, ma senza esagerare), e attualmente in dirigenza in un ente di promozione sportiva.

Cheerleading. Il sogno azzurro tutto gelese. ultima modifica: 2018-03-10T23:19:52+00:00 da Spinello Salvatore

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