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La Chiesa Madre di Gela: storia e curiosità

vista della chiesa madre di Gela

La Chiesa Madre, intitolata a Maria Santissima Assunta in Cielo, è un esempio di architettura sacra in stile neoclassico.
Presenta una pianta a croce latina con schema basilicale a tre navate. La navata centrale si eleva in uno slanciato ordine con alti capitelli alla sommità di paraste scanalate; le navate laterali sono divise in cinque campate con cupolette semisferiche; la volta, con decorazione a stucco bianco e dorato, riceve luce da undici ampie finestre, riflettendola in tutto l’interno.

Le fasi costruttive della Chiesa Madre di Gela

La Chiesa Madre di Gela fu costruita a partire dal 1766, nelle immediate vicinanze di uno spiazzo, denominato platea, sul quale fino ad alcuni secoli prima si apriva la Porta dè Carri. Era un’area di circa duemila metri quadrati su cui si ergeva una chiesa del Trecento, intitolata a Santa Maria de’ Platea. Questa, che fino al quel tempo era l’unica parrocchia di Terranova, doveva essere in rovina sia per il terremoto, che aveva colpito diverse zone dell’isola nel 1693, sia per la vetustà. Così, nella seconda metà del XVI sec, si decise di costruire una nuova Chiesa.
Dal ritrovamento di diversi ruderi, risalenti al periodo greco di Gela, si può supporre, inoltre, che la chiesa di Santa Maria dè Platea occupasse a sua volta lo stesso sito di un Tempio greco.

Bisognerà aspettare il 1784 per vedere realizzata la navata centrale della nuova Chiesa Madre, come testimonia uno stemma posto sulla parete dell’ingresso principale in cui si legge DIVINA PROVIDENTIA MIRACULUM.
Nel 1788 vennero realizzate le navate laterali ed edificate l’abside e la cupola. L’interno venne adornato di stucchi, dorature e dipinti.

La Chiesa Madre aprirà al culto solo nel 1794, dopo ben 28 anni dall’inizio dei lavori. A quella data, però, la facciata della struttura era ancora incompleta e il campanile era quello della vecchia chiesa di Santa Maria dè Platea.

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Prospetto sud Chiesa Madre

Il campanile e la facciata

Per il nuovo campanile venne chiamato l’architetto terranovese Emanuele Di Bartolo. Egli si cimentò in un progetto che si adeguasse meglio dal punto di vista architettonico alla struttura della nuova chiesa. Il campanile venne realizzato nel 1837 con un risultato mirabile: imponenza e sobrietà, finezza di linee e peculiarità di forme.

Successivamente venne contattato il giovane architetto Giuseppe Di Bartolo Morselli con il compito di progettare la facciata della nuova chiesa. Il suo spirito classicista gli fece elaborare un progetto di facciata in stile neoclassico. Di Bartolo riuscì a mettere insieme, in un unicum architettonico, il prospetto del tempio pagano greco e quello della chiesa cristiana.
La facciata presenta una composizione architettonica articolata in doppio ordine sovrapposto, con al centro colonne aggettanti per tre quarti in ordine dorico alla base e ionico in sommità.
Nella parte superiore spiccano il frontone e due profonde nicchie, dove sono collocati due vasi.
Il prospetto della chiesa Madre fu completato nel 1844. Per la sua realizzazione furono usate le pietre di tufo calcareo giallo delle cave di Gela.

Chiesa Madre Gela

La chiesa in una cartolina degli anni ’60

Alcuni studiosi ritengono che per la costruzione della facciata della Chiesa Madre di Gela sia stata costruita con le pietre e le colonne del Tempio di Athena di contrada Molino a Vento. Altri, invece, considerano quest’ultima un’opinione errata. Infatti, già alla fine del Settecento tutti i ruderi ellenici della città di Gela, ancora rimasti visibili, furono smantellati per ricavarne pietra di costruzione, come già secoli prima era successo per l’edificazione di Terranova.
È possibile però notare che, per ricordare l’origine greca della città, un frammento (forse un pezzo del fregio) del Tempio di Athena, venne incorporato nella facciata, in un punto facilmente visibile, alla base del pilastro cantonale di sinistra della chiesa.

All’interno della Chiesa Madre si trovano diverse pale dipinte risalenti al Settecento e Ottocento e un notevole dipinto su tavola del 1563 che raffigura il Transito di Maria.
La Chiesa Madre di Gela è senza dubbio uno dei tanti gioielli che rendono questa città un piccolo forziere colmo di meraviglie tutte da raccontare.

Foto di copertina di chiesamadregela.com

Lidiana Zappietro

Autore: Lidiana Zappietro

Ingegnere edile-architetto con la passione per l’arte, la letteratura e la scrittura nata tra i banchi del Liceo classico.
Oggi, insegno a Milano in una scuola media ma il mio “cuore” è fortemente legato alla mia città natale, Gela!

La Chiesa Madre di Gela: storia e curiosità ultima modifica: 2018-05-08T12:54:26+00:00 da Lidiana Zappietro

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