MITI E LEGGENDE

Il Castelluccio di Gela: luogo misterioso tra leggenda e realtà

Il Castelluccio di Gela

C’era una volta una bella Castellana dalla lunga chioma nera che viveva in un misterioso maniero, il Castelluccio di Gela, collocato a pochi chilometri dalla città. Indossava un meraviglioso manto bicolore, azzurro all’interno e verde all’esterno, allietando contadini e passanti con i suoi canti melodiosi. La bella Castellana si occupava della servitù e si prendeva cura dei cavalli che raggiungevano numerosi il maniero durante le riunioni del padrone, suo marito. Gli uomini ne erano irresistibilmente attratti, ma chiunque tentasse di avvicinarla scompariva nel nulla. La leggenda della bella Castellana lo ha infatti reso immortale e affascinante, senza contare che da qui si gode un panorama mozzafiato. Il Castelluccio, posizionato com’è sulla sommità di un colle, domina infatti la piana di Gela.

Il Castelluccio di Gela a pochi chilometri dalla città

Il castello visto dalla piana di Gela

La leggenda del Castelluccio di Gela

La leggenda del Castelluccio di Gela narra di un cavaliere armato che si aggirava spesso intorno a questo luogo misterioso, senza che mai nessuno, tra i contadini che lavoravano nei dintorni, fosse riuscito ad avvicinarlo. Anche la bella Castellana, nonostante la sua avvenenza, destava timore perché chiunque provasse a raggiungerla non faceva più ritorno. Ella si diceva fosse alta ed esile, con una lunga e fluente chioma nera, truccata con uno strano rossetto verde, tanto verde che alcuni pensavano provenisse dalla sua bile. Era una figura singolare, bella, ma anche crudele, severissima con i servitori, ambigua, sfuggente.

Fatta eccezione per le riunioni d’armi del Signorotto, nessuno faceva visita al Castelluccio. I nobili che volevano discutere di affari con lei preferivano inviarle dei messaggeri, che puntualmente scomparivano nel nulla prima di far ritorno. Stessa sorte capitava ai colombi viaggiatori.

Non solo, secondo i contadini tra le mura del castello si aggiravano strane ombre, forse spaventosi fantasmi di epoche lontane. Forse per proteggere, secondo i locali, a trovatura, il prezioso tesoro. Tuttavia nessuno è mai riuscito, nel corso dei secoli, a trovare l’ambito forziere o alcun documento in merito, nemmeno spulciando le tante leggende popolari di Gela.

Il Castelluccio di Gela o Castello Svevo: le origini

Il Castello ove risiedeva la bella Castellana dal manto azzurro si erge tutt’oggi su uno sperone di roccia in contrada Spadaro, a poca distanza da Gela, caratterizzato dalla presenza di due torri terminali, dalla pianta rettangolare circondata da mura di cinta e dalla particolare simmetria. Secondo le documentazioni rinvenute nel corso del tempo il Castelluccio di Gela, o Castello Svevo, esisteva già nel 1143, quando venne nominato in un atto di donazione sottoscritto dal Conte di Butera a favore dell’abate di San Nicolò. Ma l’origine è anteriore, forse di epoca normanna, sebbene non vi siano documenti che la attestino con sicurezza.

Il Castello Svevo o Castelluccio di Gela

Il castello e la piana di Gela

Nonostante alcune fonti gli attribuiscano una funzione militare, è più probabile che fosse un edificio residenziale, tutt’al più un palazzo fortificato, perché troppo distante da Gela (circa 10 Km) per svolgere un’adeguata funzione difensiva nei confronti della città. Senza contare che avendo un’estensione limitata, non poteva ospitare guarnigioni numerose.

Storia e restauri

Il Castelluccio di Gela venne realizzato originariamente con pietra locale gessosa fatta eccezione per cantonali e cornici delle aperture, realizzati con pietra calcarea. La pianta del Castello è un rettangolo chiuso alle estremità da due torri a base quadrata, ottenute dalla sovrapposizione di due cubi. A sud si rileva la presenza di una terza torre che è però ritenuta falsa, in quanto ricostruita completamente durante i restauri degli anni 90′. In origine la Torre occidentale, contenente una cisterna per l’acqua piovana e un vano residenziale con latrina, proteggeva un ingresso inferiore, mentre l’altra torre custodisce tutt’oggi una cappella scavata in una parete.

Castelluccio di Gela

Il maniero visto dall’alto

L’interno era suddiviso da cinque archi ogivali collocati trasversalmente, che sostenevano la copertura, ma nel corso del tempo l’edificio ha subito numerosi danni e perdite. Durante i restauri degli anni Novanta, una porzione di parete crollata per cedimento strutturale è stata rimessa a nuovo ed è stata aggiunta un’incastellatura di acciaio per rendere accessibile la parte sommitale del fortilizio. Curioso il tunnel nascosto all’interno del castello che lo collega alla città di Gela, terminando nella Chiesa di San Benedetto detta A Batia. Ed interessanti sono anche i ritrovamenti di bronzi, ferri e parti di manufatti ceramici risalenti al periodo compreso tra il XIV e il XV secolo.

Foto di copertina di cicogna.info

 

 

 

 

Laura De Rosa

Autore: Laura De Rosa

Laura, illustratrice multietnica. Scrivo e dipingo viaggi veri e surreali addentrandomi alla scoperta di curiose tradizioni, leggende, simbologie e rituali del mondo.

Il Castelluccio di Gela: luogo misterioso tra leggenda e realtà ultima modifica: 2018-05-16T10:18:34+00:00 da Laura De Rosa

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